Ormai ho capito. Non vado più a fare la spesa senza la lista. Sembra impossibile, ma quando cammini in mezzo a quei corridoi pieni di colori, forme accattivanti e meravigliose promesse i bisogni che ti hanno portato fin lì si fanno vaghi e fumosi… “Super offerta! Compri 2 paghi 1! Compra il dentifricio, ti regaliamo il kit completo…!”. E io, che avevo bisogno solo del mio solito dentifricio, torno a casa con un nuovo dentifricio che non mi convince, un altro spazzolino che metterò nel cassetto, un filo interdentale troppo grosso e un astuccio di plastica che non userò mai…
Ultimamente è questa l’immagine a cui penso spesso quando mi parlano del fantomatico “superbonus 110%”: l’eccessiva spinta sullo sconto sta creando alcune forzature che tendono a farci dimenticare i nostri veri bisogni.
Ho pensato all’esempio della spesa, che tutti conosciamo, perché il superbonus potrebbe essere paragonato a quelle offerte che ti spingono a comprare qualcosa di cui non hai bisogno pur di usufruire dello sconto, ma se calassimo nel quotidiano l’offerta che questo strumento ti offre, essa assomiglierebbe più a un “Compra 10 e paghi 1”. Il problema è che pochi sono disposti a comprarne 10, ma molti sono disposti a pagare solo uno. Mi trovo quindi a lavorare al contrario rispetto al passato: il punto di partenza per le ristrutturazioni ora è ”Cosa serve per farti rientrare nell’offerta?”, secondo me invece dovrebbe essere: “Di cosa hai veramente bisogno?”
Si sono create così alcune situazioni al limite dell’assurdo, vi voglio elencare alcuni di questi controsensi in modo da poter evitare di cadere nella trappola allettante della super offerta.
Serramenti
Ho capito che la percezione della qualità dei serramenti supera di gran lunga la percezione di quella relativa alla parte muraria.
Sarà il fatto che si tratta di elementi facilmente rimovibili, sarà il fatto che li tocchiamo, guardiamo e soppesiamo tutti i giorni, ma i serramenti sono solo una minima parte del nostro grande “sistema edificio” e non sono risolutivi di un problema di isolamento. Anzi, vi dirò di più, proprio grazie alle elevate prestazioni che raggiungono gli attuali prodotti, possono creare addirittura seri danni.
Il vecchio serramento, anche con vetrocamera, è stato quasi sicuramente installato senza nastrature e senza nessuna particolare cura nei dettagli di collegamento tra il telaio e la muratura. Contribuisce quindi, in modo involontario, al ricambio d’aria interno. Nel momento in cui si va a sostituire questo serramento con qualcosa di più ermetico, il ricambio d’aria verrà eliminato causando un possibile ristagno del vapore in eccesso all’interno dell’abitazione.
Chiaramente è necessario evitare ricambi d’aria non progettati, perché portano a perdite di temperatura e quindi di energia, quindi la cosa migliore da fare è progettare il cambio dei serramenti insieme al nuovo cappotto termico.
Ho iniziato a parlare proprio di serramenti perché molte persone si avvicinano al superbonus perché il loro bisogno fondamentale è quello di cambiare i serramenti. Il superbonus offre l’opportunità di detrarli, quasi per intero*, e spesso questo blocco di spesa è quello che contribuisce a spostare l’ago della bilancia a favore del superbonus, (tutta un’altra cosa rispetto al “vecchio ecobonus” che consente una detrazione del solo 50%). Va ricordato, però, che i serramenti sono stati giustamente inseriti nel superbonus come elemento trainato, è necessario quindi prevedere prima altri interventi di efficientamento energetico per poi poter pensare ai serramenti.
Dato che comunque i serramenti rimangono uno degli interventi più desiderati vedo spesso creative acrobazie utili solo a rientrare nel minimo dei parametri richiesti.
Io credo che cercare di realizzare solo parziali isolamenti e rendere ermetico l’ambiente sia altamente rischioso, soprattutto nelle zone d’Italia più fredde e umide.
In questo caso è importante partire sempre dall’obiettivo fondamentale dell’intervento: migliorare il comfort abitativo e il risparmio energetico. Se la sostituzione dei serramenti contribuisce a soddisfare questi bisogni allora, e solo allora, dovremmo essere felici di poterli sostituire.
Conformità urbanistica/ stato legittimo
Si vocifera che questa novità del superbonus sia in realtà una manovra dello Stato per obbligare a regolarizzare il variegato patrimonio edilizio italiano.
Il requisito della conformità, o per meglio dire di legittimità, dell’immobile è in realtà sempre stato necessario per l’accesso a qualunque tipo di detrazione e/o contributo. La promessa dell’intensificazione dei controlli però ha spinto ora a verificare in modo quasi maniacale la legittimità delle preesistenze.
L’Italia è un paese con una legislazione piuttosto recente se paragonata all’età media dei suoi edifici. Gli obblighi di legge fino alcune ad alcune decine di anni fa erano minori, inoltre non c’era né la necessità, né gli strumenti per raggiungere gli standard di precisione richiesti oggi.
I tecnici, come me, si trovano a dover cercare di dare un senso e un ordine a una situazione spesso molto caotica e incongruente, ma che dal punto di vista abitativo non ha niente che non vada.
È difficile far passare il concetto che il fatto di essere proprietari di una certa superficie non significa poter eseguire qualunque opera si voglia.
Sono la prima persona che crede fermamente che un tipo di normativa come quella italiana, che cerca di regolamentare qualunque microelemento della costruzione, sia assolutamente negativa e porti un forte rallentamento del progresso, ma… Questa è la legge!
Ricordo quindi che non importa il buon senso, la funzionalità, l’utilità e la qualità del lavoro: se si vuole accedere al superbonus bisogna regolarizzare e a volte demolire tutte le minime difformità presenti.
Le possibilità in genere ci sono, gli abusi sono sanabili con il pagamento di sanzioni, che ovviamente non sono detraibili.
L’assurdo , però, è che la montagna di pratiche di questo tipo sta creando insormontabili e insensate difficoltà e dato il poco tempo concesso per la realizzazione delle opere detraibili con il superbonus temo che molti interventi non riusciranno nemmeno a partire nei tempi adeguati. Un bel contrasto con gli obiettivi che si era posto inizialmente lo strumento.
Il cappotto NO!?
Sono rimasta stupita dal fatto che molte persone siano contrarie alla realizzazione del cappotto.
Mi rendo conto che l’intervento del cappotto sia molto delicato: vanno studiati con attenzione tutti i particolari, va scelto il materiale adatto e una ditta che sia in grado di posarlo correttamente (è molto difficile trovare ditte disponibili in questo periodo purtroppo).
Seguirà un articolo più specifico sull’argomento, in questa sede mi preme ricordare che non è il cappotto il colpevole dei danni all’abitazione, ma sono gli errori di progettazione e soprattutto di scelta dei materiali e di posa, i veri responsabili.
Conclusioni
Un’analisi della situazione attuale mi porta a pensare che stiamo riducendo di molto le possibilità offerte dallo strumento del superbonus. Sono preoccupata soprattutto per i tempi molto stretti e per la limitazione delle possibilità di scelta sull’isolamento che porta a premiare soluzioni qualitativamente molto scarse.
Consiglio vivamente di partire da una lista dei propri bisogni per poi verificare se il superbonus sia effettivamente ciò che fa per noi e, sembra assurdo dirlo, non viceversa!
* I massimali dedicati alla singola tipologia di intervento per i serramenti hanno una soglia di prezzo più bassa rispetto alla media. E’ probabile che una parte dell’infisso, o quantomeno delle tapparelle o antoni, debba rimanere a carico del committente. Anche in questo caso meglio scegliere il serramento più adatto e aggiungere una parte a nostre spese, piuttosto che ripiegare su quello “detraibile” solo perché rientra.





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