Vietato scaldarsi?!?! Che strana coincidenza…

Guarda caso proprio ora che siamo tutti in allerta per l’ipotesi di un inverno con riscaldamento razionato spuntano dal nulla altre notizie allarmistiche sul divieto di utilizzare stufe a legna.

Su questi titoli clickbait ci si sono buttati proprio tutti, sia il “mainstream” che molti canali di notizie “controcorrente”.

Una cosa che tutti si dimenticano di dire, però, è che le normative esistono da anni e non si capisce perché solo oggi vengano a galla con lo scopo deliberato di destabilizzare sempre di più i cittadini.
Ironia della sorte, me ne rendo conto, sfrutto anch’io l’ondata di interesse dell’argomento, seppur con lo scopo di fare chiarezza.

Grazie infatti alla segnalazione di una cara lettrice mi accingo a spiegare come stanno veramente le cose.

Vietato scaldarsi?!?!

Facciamo chiarezza

E’ come se qualche giornalista senza scrupoli si fosse inventato un titolo come: “Vietato usare la macchina!”, mentre da anni vengono utilizzate misure per limitare le emissioni dei veicoli più inquinanti. Per le stufe a legna o a pellet vale la stessa cosa, non è “vietato scaldarsi”, esistono semplicemente giuste e sacrosante limitazioni.
Principali imprecisioni degli articoli:

1. La cosa veramente allarmante è che la notizia delle limitazioni venga presentata senza una datazione: tutti i titoli insinuano l’idea che siamo impotenti, in balia degli eventi e che non ci rimanga altro che rassegnarci, infatti proprio ora che il gas è stato reso scarso ci vietano perfino la possibilità di scaldarci. Non è vero: queste normative esistono da anni, nel caso della Regione Veneto dal 20171.

2. Le limitazioni esistono solo in alcune regioni: Veneto, Lombardia, Piemonte, Emilia Romagna e Toscana.

3. Sono previste numerose, e sensate, deroghe. Non c’è una volontà maligna da parte dello stato di proibire ai suoi cittadini di scaldarsi.

Analizzando la regione Veneto ad esempio: la limitazione riguarda solo camini aperti e stufe di vecchia generazione (vedi sotto la classificazione in “stelle”), inoltre I divieti variano a seconda dei livelli di inquinamento atmosferico.

4. Le precisazioni trascurate sono: il divieto non vale se ci sono altri impianti di riscaldamento, oppure nelle zone montane, oppure “al di sopra dei 300 m.” (normativa Emilia Romagna).

L’idea che ci comunicano questi titoli è quindi errata. Ovviamente non è vietato scaldarsi, come non è vietato usare la macchina, ma è necessario limitare le emissioni.

Scaldarsi con la legna è sostenibile?

In linea di massima sì, ma è utile affrontare la domanda da vari punti di vista.

Potenzialmente è possibile scaldarsi con la legna inquinando molto poco, ma solo se si utilizzano certe accortezze:

-prima di tutto è necessario utilizzare il legname proveniente da foreste gestite in maniera sostenibile e, ancor più importante, utilizzare legname locale e possibilmente conosciuto (molto legname italiano viene tagliato e gestito da ditte estere compiendo numerosi viaggi prima di arrivare a noi);

-l’accensione e l’utilizzo della stufa deve essere consapevole, è necessario accenderle e farle funzionare con poco fumo utilizzando il metodo dall’alto o a “castelletto”;

-utilizzare stufe a bassissime emissioni. A questo proposito è stata inventata una classificazione a stelle che attesta sia il rendimento che l’inquinamento della stufa, con 5 stelle si ha il massimo da entrambi i parametri. Negli ultimi anni è vietata l’installazione di stufe con meno di 4 stelle, ma per compensare quest’obbligo sono stati stanziati numerosi contributi per l’installazione di “generatori di calore domestici a biomassa” (proprio le stufe, caldaie, caminetti a legna e pellet).

Se si utilizza una semplice stufa in una casa isolata sarà inoltre possibile evitare del tutto l’impianto di riscaldamento, risparmiando sul materiale e sulle parti elettroniche di regolazione.

Mantengo dei dubbi riguardo alla sostenibilità del pellet. In quanto non esiste una produzione italiana sufficiente (importiamo circa 70% dall’estero) e il materiale arriva nelle nostre case con un’energia incorporata già molto alta.

Conclusioni

L’utilizzo della legna fatto con le dovute accortezze è sostenibile e raccomandato, soprattutto se pensiamo che è una risorsa locale. Può essere un’ottima compensazione di sistemi ad energia discontinua, come quella solare o eolica.

A mio parere inoltre è la base su cui costruire la propria indipendenza energetica. Finché un’oligarchia può toglierci l’energia che ci serve per vivere, ovviamente non siamo liberi.

Se i divieti che i titoli lasciavano presagire fossero veri, quale potrebbe essere la prossima mossa? Vietare il buonsenso?
Spero di non aver dato un infelice suggerimento, non si sa mai…!

1. Regione Veneto – Deliberazione della Giunta Regionale n. 836 del 06 giugno 2017.

Da Wikypedia: “generalmente il clickbait si avvale di titoli accattivanti e sensazionalisti che incitano l’utente a cliccare, facendo leva sull’aspetto emozionale di chi vi accede. […] È frequente da parte di molti siti fare pseudo-informazione narrando taluni fatti in maniera strumentale, distorcendone la realtà;”